Territorio e
Storia

La  teoria più accreditata è quella che  fa risalire il nome Chianti all’epoca etrusca. Gli studiosi ritengono che derivi dal nome personale etrusco “Clante”, molto diffuso nell’onomastica etrusca. Altri ipotizzano invece che derivi da un antico nome di corso d’acqua sempre di origine etrusca.

Il nome “Clanti” compare in documenti altomedievali (VIII secolo), quando indicava il territorio che in seguito divenne territorio della  Lega del Chianti, emanazione della Repubblica fiorentina a presidio del territorio confinante con Siena, con sede a Radda in Chianti.

Il Chianti è sempre stata una terra di confine tra Siena e Firenze e, come tale, destinata ad essere attraversata da continue scorribande, quando da non vere e proprie invasioni come le guerre aragonesi del XV secolo. Infatti la Repubblica fiorentina estendeva, dopo il Lodo di Poggibonsi del  4 giugno 1203 che regolò i confini tra le due città rivali di Firenze e Siena, il suo territorio praticamente in quasi tutto quello che oggi rappresenta il Chianti Storico, ossia fino alle porte di Siena. La rivalità rimase sino  a che Siena non entrò a far parte del Granducato di Toscana  con il trattato di Cateau-Cambrésis (1557).

Dopo i Medici, con l’avvento della dinastia Lorenese, il Chianti conobbe  un periodo di sviluppo. Risale a quello scorcio storico di circa due secoli lo sviluppo della regione grazie all’agricoltura, svolta nella forma di mezzadria, all’edilizia rurale e al miglioramento della viabilità del Chianti, fino ad allora rappresentata da sentieri o poco più. Possiamo ringraziare il granduca Pietro Leopoldo di Lorena se oggi possiamo ammirare le belle case coloniche, dette appunto Leopoldine.

Dopo la seconda guerra mondiale vi fu un decadimento dell’agricoltura dovuto allo spopolamento delle campagne a favore dei grandi centri abitati. Molti terreni agricoli furono abbandonati e così le case coloniche.

 Alla fine degli anni ottanta del secolo scorso l’economia chiantigiana, grazie allo sviluppo della coltivazione della vite, al miglioramento della qualità dei prodotti agricoli, in primo luogo il vino e l’olio, ed al conseguente turismo enogastronomico, ha subito un implemento notevolissimo. Oggi non si contano più le aziende vinicole di eccellenza, le strutture ricettizie di altissima qualità, che fanno del nostro territorio un luogo che può competere alla pari, e forse superare, gli standard qualitativi delle più rinomate regioni turistiche del mondo.

La conformazione del territorio del comune di Greve in Chianti è tipica della fascia collinare del Chianti fiorentino, con un paesaggio molto vario e “ondulato”, modellato da colline, vallate e rilievi più elevati.

Il comune si estende per circa 169 km² e si trova tra i Monti del Chianti e le prime vallate che scendono verso Firenze e il Valdarno. Il territorio è quindi un’area di media e alta collina, con un’altitudine che varia molto: si passa da circa 130–200 metri nelle zone più basse (come il fondovalle del fiume Greve e località come Il Ferrone) fino a quasi 900 metri nelle aree montane, come il Monte San Michele.

Dal punto di vista fisico si possono distinguere tre elementi principali:

Valli fluviali: la più importante è la Val di Greve, attraversata dal fiume Greve, che ha dato il nome al comune e rappresenta l’asse principale di insediamento e comunicazione.

Colline del Chianti: la parte dominante del territorio, caratterizzata da pendii dolci o mediamente ripidi, molto coltivati a vigneto e oliveto.

Rilievi montani: nella zona più orientale e meridionale si trovano rilievi più alti e boscosi, con caratteristiche quasi montane (come il Monte San Michele).

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Mappa di Panzano in Chianti

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